A quanto sostiene Peter Garnham sul sito del Financial Times (Pubblicato: 9 ottobre 2006 20:48) "Il foreign exchange market avrà duplicato la sua dimensione l'anno prossimo, in soli tre anni, grazie ad un incremento della partecipazione da parte dei gestori di fondi e dei fondi pensione, è quanto sostenuto da una ricerca uscita lunedì. TowerGroup, una società di consulenza e ricerca finanziaria, dice di attendersi che i volumi totali giornalieri sul foreign exchange market eccedano i 3.000 miliardi di dollari nel 2007. I volumi del foreign market, cresciuti dai 1.770 miliardi di dollari del 2004 ai 2.000 miliardi l'anno scorso, erano destinati a crescere fino a 2.600 miliardi di dollari quest'anno e fino a 3.600 miliardi di dollari l'anno prossimo, per via dell'accettazione del mercato valutario come un asset class a tutti gli effetti, nelle parole della TowerGroup. Negli ultimi anni il trading sul forex è diventato molto popolare tra gli investitori privati. La popolarità è stata trainata soprattutto dalla possibilità dell'utilizzo della leva e dalla opportunità di sfruttare il mercato in ambo le direzioni. Molti dei maggiori broker offriranno conti di prova gratuiti ai principianti per fare pratica di trading. È importante conoscere gli strumenti finanziari offerti dai Broker FX e sapere che è sempre presente una possibilità di perdita. É necessario individuare il livello di rischio che si intende correre"
Il forex è unico sotto numerosi profili:
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- volume degli scambi,
- l'estrema liquidità del mercato,
- il gran numero e la varietà degli operatori attivi sul mercato,
- il decentramento geografico,
- la durata giornaliera degli scambi - 24 ore al giorno (fatta eccezione per i weekend)
- la varietà di fattori che influenzano i tassi di cambio,
Turnover del mercato forex globale:
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- 621 miliardi di dollari spot
- 1.260 miliardi di dollari in derivati, di cui
- 208 miliardi di dollari in forward
- 944 miliardi di dollari in forex swaps
- 107 miliardi di dollari in FX options.
I futures contracts relativi al forex furono introdotti nel 1972 alla Chicago Mercantile Exchange ed essi sono attivamente scambiati in relazione con la maggior parte degli altri contratti future. Il volume dei Forex futures volume è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, pur ammontando solo al 7% circa del volume totale del mercato forex, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal Europe (5/5/06, p. 20).
I dieci trader più attivi effettuano circa il 73% del volume degli scambi, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal Europe, (2/9/06 p. 20). Queste grandi banche internazionali forniscono in continuazione al mercato sia i prezzi bid (di acquisto) che ask (di vendita). Il bid/ask spread è la differenza tra i prezzi alla quale una banca od un market maker è disposto a vendere ("ask", o "offer") ed il prezzo al quale un market maker è disposto a comprare ("bid") da un cliente wholesale. Questo spread è minimo per coppie di valute molto scambiate, ammontando solitamente a soli 1-3 pip. Ad esempio, il rapporto bid/ask tra EUR/USD sarebbe 1,2200/1,2203. Il volume minimo per la maggior parte delle transazioni è solitamente 100.000 dollari.
Tali spread possono non applicarsi alla clientela retail delle banche, le quali in genere fanno un mark up sul rapporto portandolo in ipotesi a 1,2100 / 1,2300 per i trasferimenti, o 1,2000 / 1,2400 per le banconote od i travelers cheques. I prezzi spot dei market makers variano, ma tra EUR/USD solitamente non superano i 5 pip (ossia 0,0005). La concorrenza ha determinato un notevole restringimento degli spread per le maggiori valute, fino a minimi che variano tra 1 e 1,5 pip.
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